Il sonno è una componente fondamentale della salute umana, ma vivere in microgravità a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) comporta sfide uniche che possono influenzare ritmo circadiano, qualità del riposo e performance cognitive degli astronauti. Negli ultimi anni, numerosi esperimenti sul sonno in orbita hanno approfondito come l’ambiente spaziale influisca sul ciclo sonno-veglia, fornendo dati fondamentali per preparare missioni più lunghe, come quelle verso Marte o lune del sistema solare esterno.
Il contesto della microgravità
Sulla Terra, la gravità contribuisce a regolare postura e movimento durante il sonno, influenzando pressione sanguigna, respirazione e distribuzione dei fluidi corporei. In microgravità, questi meccanismi cambiano radicalmente: il corpo “fluttua”, i fluidi tendono a ridistribuirsi verso la testa e gli astronauti possono sperimentare difficoltà a mantenere posizioni confortevoli.
Questi cambiamenti possono portare a sonno frammentato, difficoltà nell’addormentarsi e alterazioni dei cicli di sonno profondo e REM, con possibili ripercussioni su concentrazione, memoria e coordinazione motoria.
Obiettivi degli esperimenti
Gli esperimenti sul sonno degli astronauti puntano a comprendere:
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Effetti della microgravità sul ritmo circadiano – analisi dei segnali biologici come melatonina, temperatura corporea e pressione sanguigna per valutare variazioni nei cicli sonno-veglia.
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Qualità del sonno – monitoraggio tramite sensori, polisonnografia portatile e registrazioni elettroencefalografiche per valutare durata, continuità e fasi del sonno.
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Strategie di adattamento – test di illuminazione, esercizio fisico e routine di sonno per ridurre disturbi e migliorare recupero fisiologico.
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Impatto sulla performance cognitiva – correlazione tra qualità del sonno e attenzione, memoria e capacità decisionale durante le attività quotidiane in orbita.
Tecnologie utilizzate
A bordo dell’ISS, gli astronauti utilizzano strumenti avanzati per la registrazione dei parametri fisiologici:
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Polisonnografi portatili – dispositivi che registrano onde cerebrali, battito cardiaco e respirazione.
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Sensori di movimento e luce – per monitorare attività fisica e esposizione luminosa, elementi fondamentali per la regolazione del ritmo circadiano.
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Diari del sonno digitali – gli astronauti annotano qualità del riposo, sogni e sensazioni, fornendo dati soggettivi utili al confronto con le misurazioni oggettive.
Questi strumenti permettono di raccogliere dati continui e precisi senza interferire significativamente con le attività quotidiane degli equipaggi.
